Pochi giorni fa Facebook ha pubblicato un report dettagliato su tutte le strategie tecnologiche che sta mettendo in campo per lottare contro il terrorismo. Oggi è il turno di Google di dire la propria sullo spinoso argomento, visto che è l’altro colosso a trovarsi spesso nell’occhio del ciclone per non fare abbastanza o farlo troppo lentamente.

In particolare Google si sofferma su quattro punti: identificazione dei video estremisti, drastico aumento delle risorse umane impiegate nella identificazione e valutazione dei contenuti problematici, contrasto dei video pericolosi che però non violano chiaramente le policy aziendali e infine espansione del ruolo di YouTube come voce contro la radicalizzazione, soprattutto in Europa. In molte di queste iniziative è inutile sottolineare il ruolo chiave dell’impiego di intelligenza artificiale e algoritmi di apprendimento.

Analisi video contro gli estremisti

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Queste tecnologie ad esempio sono fondamentali nell’individuazione di video violenti. Google spiega che fino ad ora l’impiego di Intelligenza Artificiale nell’analisi video ha portato alla segnalazione di oltre il 50% dei video complessivamente rimossi negli ultimi

6 mesi, Tuttavia uno stesso video può avere un senso differente a seconda se è pubblicato ad esempio dalla BBC per documentare determinate realtà o se invece è condiviso da singoli o associazioni come forma di propaganda.

Per questo Google ha deciso di adottare le ultime soluzioni tecnologiche di machine learning provenienti dalla ricerca in modo da individuare e rimuovere più velocemente contenuti estremisti o di stampo terroristico.

Specialisti umani contro la propaganda

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Proprio perché spesso i contenuti sono ambigui o è difficile separare nettamente intenti propagandistici da quelli di informazione, le operazioni non possono essere affidate unicamente all’Intelligenza Artificiale, ma servono anche operatori specializzati, che Google ha dunque intenzione di aumentare in numero e in qualità della preparazione. A Mountain View inoltre collaboreranno con organizzazioni indipendenti, governi e agenzie per migliorare la capacità di identificare i contenuti più pericolosi.

Niente soldi ai video estremisti

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Alcuni video di stampo estremista, come ad esempio quelli sui vari suprematismi o su contenuti religiosi, non trasgrediscono chiaramente le policy di Google e YouTube ma non per questo sono meno pericolosi per i contenuti che veicolano. Per questo BigG ha deciso che tali video non saranno più remunerati, né appariranno nei video consigliati, né potranno essere commentati o segnalati come preferiti, inoltre saranno preceduti da un chiaro messaggio d’avviso riguardo ai contenuti trasmessi.

YouTube contro la radicalizzazione

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Google ha deciso infine di rafforzare il programma Creators for Change, che promuove i video contro l’odio e la radicalizzazione. Grazie al “Redirect Method” messo a punto assieme a Jigsaw infatti si sfruttano le potenzialità della pubblicità online per raggiungere potenziali reclute, dirottandole poi su video che offrono una visione alternativa al terrorismo. A quanto apre già una versione precedente di tale strategia ha dato ottimi frutti con un numero molto elevato di potenziali reclute che hanno cliccato sui banner e hanno poi guardato oltre mezzo milione di minuti di video che smontano la propaganda terroristica.

“Collettivamente questi cambiamenti faranno la differenza e noi continueremo a lavorare fino a raggiungere il giusto equilibrio” si legge nel comunicato ufficiale.


Articolo importato da Tom's Hardware

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