Lo streaming illegale è la forma di pirateria video più diffusa in Italia. È facile per chiunque cercare “Titolo Film streaming” e trovare un gran numero di siti che offrono il “servizio”. Così com’è facile prendersi un malware più o meno pericoloso.

Anzi, secondo ESET proprio questo sistema ha favorito la diffusione di Submelius, malware che ha colpito ben il 32% degli internauti italiani. Il veicolo principale è Google Chrome (ma gli altri browser non sono immuni) tramite un meccanismo che probabilmente molti lettori conoscono.

Si arriva sul sito pericoloso dalla SERP (pagina dei risultati di Google o altri motori). Si apre un’altra finestra con un falso avviso di sicurezza o una pubblicità. Una finestra che in genere è difficile da chiudere, a volte impossibile. Poi un altro click, un altro ancora, e viene installata un’estensione pericolosa. Ci si ritrova però sullo store ufficiale di Google Chrome, un dettaglio che tendenzialmente ti fa sentire più al sicuro.

A questo punto il sistema è infetto e tramite l’estensione ci si espone ad altri pericoli. Fortunatamente la rimozione è abbastanza semplice: basta andare su chrome://extensions/, individuare quella pericolosa e rimuoverla.

Submelius è al primo posto tra i malware diffusi in Italia secondo ESET, con un distacco enorme. Il secondo classificato infatti riguarda il 6,01% del totale delle infezioni ed è JS/Danger.ScriptAttachment. In questo caso il veicolo è un allegato email. È molto più diffuso in altre aree del mondo.

Terzo posto per Win32/TrojanDownloader.Nemucod, “un trojan che reindirizza il browser a uno specifico URL contenente un ransomware. Il codice del malware viene di solito inserito all’interno di pagine HTML. L’Italia rimane a livello globale il paese più colpito da questo malware, seguito dall’Australia, dal Canada e dal Regno Unito”. Trattandosi di ransomware, è particolarmente pericoloso.

Al quarto e quinto posto, rispettivamente, troviamo HTML/FakeAlert e S/Adware.AztecMedia. Il primo prende di mira soprattutto la Francia (42,25%), mentre il secondo è un adware, vale a dire un malware che cerca di visualizzare pubblicità indesiderate.


Articolo importato da Tom's Hardware

Puoi legge l'articolo dal sito di provenienza qui